Occlusione Pratica Sportiva
Gnatologia Odontoiatria dello Sport

L'OCCLUSIONE DENTARIA E LA POSTURA MANDIBOLARE NELLA PRATICA SPORTIVA AGONISTICA

Dott. Edoardo Bernkopf
Specialista in Odontoiatria e Protesi dentaria, libero professionista a Vicenza, Parma e Roma
edber@intersoft.it

PAROLE CHIAVE: Malposizione mandibolare, massima intercuspidazione, posizione di riposo, placca di riposizionamento mandibolare

Postura Mandibolare: Massima intercuspidazione e posizione di riposo

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Spesso è quindi necessario l'allestimento di due placche diverse, giacché quella indicata ai fini della terapia della disfunzione, che deve ricercare una posizione occlusale di riposo da far occupare al paziente nelle 24 ore, può di fatto impedire il raggiungimento dell'ottimale occlusione sotto sforzo, e nuocere quindi allo sportivo nelle performance agonistiche. Per questo durante le competizioni e gli allenamenti, il paziente dovrà rimuovere la prima placca e applicarsene un'altra con diverse caratteristiche.


Figura 3:
Nella pratica sportiva la postura assume atteggiamenti quantomai vari in relazione alle esigenze agonistiche. Si noti la posizione completamente sbilanciata dello schermitore di destra, che probabilmente trova solo nella sua bocca un rapporto posturale stabile, che gli consente di parare in extremis un attacco ottimamente portato dall'avversario.
Ininfluente è invece l'occlusione dello schermitore di sinistra che sta sferrando già il suo colpo, e che si trova quindi in atteggiamento espiratorio (in questa fase in molti sport si è soliti emettere un grido), probabilmente a bocca aperta.
La scherma si differenzia da altri sport, che prevedono dopo il colpo o il tiro anche la totale perdita del controllo posturale, fino alla caduta controllata.
L'"a-fondo", se correttamente portato, può invece anche prevedere il successivo recupero della posizione di "guardia" e la continuazione del fraseggio schermistico.
Dall'album dei ricordi dell'autore, Napoli 1969 Gran Premio Giovani di fioretto, spareggio per il primo posto Carlo Montano (a sinistra) contro Edoardo Bernkopf (a destra).

Per lo stesso motivo, durante le pratiche sportive è consigliabile far rimuovere ai bambini che ne fossero portatori, gli apparecchi ortodontici funzionali, dispositivi che, in base al piano di trattamento deciso dall'ortodontista, posizionano la mandibola in modo efficace ai fini terapeutici, ma impediscono la ricerca della massima intercuspidazione nei momenti di sforzo intenso. Per lo stesso motivo di questi concetti si deve tener conto nell'allestimento dei paradenti che alcuni sportivi portano a scopo protettivo, ma che possono potenzialmente costituire un elemento di disturbo a livello occlusale.


Figura 4a:
Occlusione abituale con morso profondo (overbite 4 mm e mezzo) di un caso con disfunzione cranio-mandibolare, vedasi anche fig. 1.

Figura 4b:
Placca di riposizionamento in Posizione di Riposo, vedasi anche fig. 2.

Figura 4c:
placca per l'attività agonistica: si noti la posizione mandibolare più chiusa di circa 2 mm.

Ciò accade in particolare perché nell'allestimento di questi dispositivi si pensa ovviamente a garantire la respirazione. Vengono quindi praticate ampie e numerose prese d'aria che sono spesso collocate nello spessore che si interpone tra le arcate dentarie, che viene erroneamente ipotizzato ampliabile a piacere al fine di assecondare questa esigenza tecnica.

La profonda e non mirata modifica dell'occlusione dento-scheletrica, alla luce di quanto sopra esposto, può invece costituire un rischio abitualmente non considerato.